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LA POLITICA E LA TV maggio 5, 2014

Posted by Ciao Italia in CURIOSITA' PER STRANIERI CHE STUDIANO L'ITALIANO.
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Cari amici stranieri del nostro blog, se siete tra quelli che usano la TV per meglio imparare lingua e costumi italiani ecco un divertente vademecum per chi si avventura tra i talk show televisivi che si occupano di politica.

Guerra ai dati oggettivi.

In molti dei vostri paesi è normale che due leader politici si parlino in uno studio televisivo con un giornalista/conduttore che fa da moderatore. Da noi invece c’è sempre un terzo (a volte il conduttore stesso), un quarto, un quinto… e fino al centesimo e più quando è presente anche il pubblico. Un pubblico che applaude e borbotta come facevamo al Colosseo qualche millennio fa. A cosa serve tutto ciò? A ricordarci, facilitando così un luogo comune tutto italiano, che la verità non esiste. Ogni volta che un politico offre un dato che a suo giudizio è vero e oggettivo, c’è sempre un altro che lo smentisce con un altro dato a suo giudizio vero e oggettivo. A questo punto entra in gioco il terzo che non si schiera né con l’uno e né con l’altro ma ci annuncia una terza verità. Ricordo che non stiamo parlando di opinioni ma di esposizione di dati oggettivi. Allora come è possibile tutto ciò? E’ possibile perché così si aumenta la platea dei tifosi. Immaginate uno stadio di calcio. A vedere la partita ci vanno i tifosi dei due club che giocano sul campo. Immaginate che gli spettatori televisivi debbano riempire uno stadio con più di due, tre e così via milioni di posti. A questo punto capirete che nella trasmissione ogni spettatore deve trovare un angolo di soddisfazione. Per questo anche i dati oggettivi vengono messi in discussione quasi istintivamente dai partecipanti al talk show, altrimenti lo spettatore dovrebbe fare lo sforzo di documentarsi e scoprire chi ha ragione. Ma se i dati oggettivi sono infiniti quanto i possibili attori presenti nello studio, allora la voglia di scoprire la verità vola via e più semplicemente si segue la trasmissione facendo il tifo per qualcuno e ci si accontenta.

La rissa.

Per meglio comprendere il significato della rissa politica/televisiva è opportuno che vediate la trasmissione insieme a un Italiano che segue la politica. Prima o poi tra gli ospiti esplode un conflitto verbale dove parlano contemporaneamente e sempre in questi casi il conduttore dice “Parlate uno alla volta altrimenti da casa non capiscono quello che dite”. Niente di più falso. E’ solo un modo del conduttore per evitare di essere considerato un organizzatore di wrestling. In realtà gli Italiani da casa capiscono benissimo. Disturbate in qualche modo il vostro amico italiano durante la rissa, magari chiedetegli di prendervi un bicchiere d’acqua. Bene. State certi che persino disturbato da voi avrà compreso tutto: fatevi spiegare quello che si sono detti in televisione e vi ripeterà tutto per filo e per segno. Come è possibile? Conoscerete di certo l’invenzione italiana della cosiddetta commedia dell’arte anche detta commedia all’italiana in cui i personaggi avevano caratteristiche precise, inequivocabili e simpaticamente ripetitive. Quando gli attori politici vanno in scena sul palco televisivo si comportano (sarà un istinto culturale?) esattamente così. Lo spettatore anticipa dentro di sé le battute di ciascuno (quasi sempre le stesse) e quindi segue e comprende perfettamente la rissa.

Conduttore imparziale

Oggi è facile con i tanti programmi di montaggio gratuiti che girano sul web farvi fare da un amico che conosca bene l’Italiano il montaggio di una trasmissione in cui tolga tutte quelle parti del discorso da cui potete capire chi è il conduttore e chi è l’ospite. Tipo: “Stasera è nostro ospite… Ora do la parola…; oppure… Rispondo alla sua domanda… Ora tocca me parlare…” Poi, poiché siete stranieri che studiano l’italiano e quindi non conoscete le voci di tutti i giornalisti e politici, state ad occhi chiusi e cercate di capire chi è il giornalista e chi è il politico. Se ci riuscite vuol dire che avete trovato il giornalista imparziale. Ma a questo punto non siete in Italia. Ma dove vi ha portato il vostro amico mentre tenevate gli occhi chiusi?

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