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Il congiuntivo imperfetto (seconda parte) giugno 19, 2018

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Cari amici e amiche del blog di Ciao Italia
Avete studiato/ ripassato le forme del congiuntivo imperfetto?
Oggi insieme rivediamo e approfondiamo gli usi del congiuntivo imperfetto.


Il congiuntivo imperfetto si usa:
1) per indicare la contemporaneità nelle frasi passate introdotte da un verbo o da  una congiunzioni che vogliono il congiuntivo
Es. Credevo che Paolo fosse più basso!
Avevo paura che i miei amici non arrivassero in tempo
Nonostante piovesse  tutti decisero di uscire
Prima che arrivasse il buio i turisti sono ritornati in albergo

2) si usa nel periodo ipotetico del secondo tipo (possibilità) preceduto da “se”
Es. Se fossi ricca comprerei una casa al mare
Se nevicasse finalmente potremmo andare a sciare
Se tutti i bambini sorridessero il mondo sarebbe più bello
Se piovesse porterei l’ombrello

3)  si usa dopo il condizionale semplice che indica desiderio
Es. Vorrei che tu mi telefonassi
Mi piacerebbe che alla festa partecipassero tutti i nostri amici più cari

4)  si usa dopo “come  se” per indicare la contemporaneità
Es. Lui si comporta come se fosse l’unico uomo al mondo
Mi sento come se avessi la febbre
Parla come se fosse un principiante
Studiano come se dovessero sostenere l’esame di maturità

5) si usa  nelle frasi indipendenti per esprimere un desiderio preceduto da “magari” ed esprime sempre la contemporaneità
Es. Che afa! Magari piovesse un po’
Magari mi telefonasse!
Magari potessi mangiare senza ingrassare
Magari venissero anche loro con noi!

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Congiuntivo imperfetto giugno 18, 2018

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Cari amici e care amiche del blog di Ciao Italia, oggi nella mia classe di livello B2 abbiamo ripetuto e approfondito le forme regolari e irregolari del congiuntivo imperfetto
Domani continueremo l’analisi di questo importante tempo della lingua italiana analizzandone gli usi
Continuate a seguirci

Congiuntivo imperfetto: verbi regolari

am-are ved-ere pert-ire cap-ire
amassi vedessi partissi capissi
amassi vedessi partissi capissi
amasse vedesse partisse capisse
amassimo vedessimo partissimo capissimo
amaste vedeste partiste capiste
amassero vedessero partissero capissero

 

 

Congiuntivo imperfetto: verbi “essere” e “avere 

essere avere
fossi avessi
fossi avessi
fosse avesse
fossimo avessimo
foste aveste
fossero avessero

 

Congiuntivo imperfetto: verbi irregolari

Normalmente i verbi che sono irregolari all’imperfetto indicativo sono irregolari all’imperfetto congiuntivo

 

Congiuntivo imperfetto: verbi irregolari

Normalmente i verbi che sono irregolari all’imperfetto indicativo sono irregolari all’imperfetto congiuntivo

 

fare dire bere porre tradurre
facessi dicessi bevessi ponessi traducessi
facessi dicessi bevessi ponesse traducessi
facesse dicesse bevesse ponesse traducesse
facessimo dicessimo bevessimo ponessimo traducessimo
faceste diceste beveste poneste traduceste
facessero dicessero bevessero ponessero traducessero
stare
stessi
stessi
stesse
stessimo
steste
stessero

Lui pensava che Paolo parlasse bene l’inglese
Non credevamo che voi foste così stanchi
Nonostante fosse molto tardi i ragazzi continuavano a studiare

 

La magica parola “mica” gennaio 24, 2018

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Che significa la “magica” parola mica?
L’origine della parola è latina “mica panis” che in latino vuol dire “ briciola di pane”
Le briciole sono le parti piccolissime del pane che si trovano sul tavolo dopo aver mangiato.
“ Non ho mangiato neanche una briciola di pane” equivale a non ho mangiato pane per niente.
Nell ’italiano parlato l’avverbio “mica” ha infatti  la funzione di negazione, un classico esempio è:
Ho capito! – Non sono mica scemo! o semplicemente  – Mica sono scemo!
L’avverbio “mica” rafforza la negazione e si usa nella lingua parlata per rendere il concetto negativo più forte e colorito
Nell’italiano scritto e formale  mica non è praticamente presente

Vediamo quali sono gli usi più frequenti di questa bellissima e magica parolina italiana tanto difficile da tradurre.

1) Rafforza la negazione: Non sto mica male oppure  – Mica sto male.  Significa: –  Io non sto male
NB.  Mica segue il verbo se nella frase è presente una negazione:  – Paolo non viene mica
precede il verbo se la negazione è assente: – Mica viene Paolo

2) Serve  per esprimere un giudizio positivo. – Mica male questo ristorante! Voglio dire che questo ristorante mi piace, non è male.

3) Si usa per  esprimere un dubbio: –  Sei molto pallido, mica starai male? Significa: – Non è che per caso stai male

 

“Magari” gennaio 14, 2018

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Amici, amiche del blog di Ciao Italia lo sapevate che la famosa parola italiana  “magari” deriva dal greco “makarie” e vuol dire felice, fortunato?
Magari è certamente una delle parole più usate da noi italiani ma anche una di quelle più difficili da tradurre in un’altra lingua.
Vediamo  dunque i due usi più frequenti di questa “magica “parola

A) MAGARI esprime principalmente un desiderio
utilizzata all’inizio della frase deve essere seguita dal congiuntivo imperfetto per esprimere contemporaneità o  posteriorità e dal congiuntivo trapassato per esprimere anteriorità
1)  Magari  adesso potessi venire anch’io al cinema con voi (contemporaneità)
2) Magari domani potessi andare al mare (posteriorità)
3) Magari ieri avessi incontrato Paolo alla festa!! (anteriorità)

utilizzata da sola come esclamazione per rispondere a una domanda non ha bisogno del congiuntivo
1) Hai voglia di una birra fresca? Magari!

B) MAGARI con il significato di “forse” seguita dall’indicativo
Magari ha scritto male il numero
Magari ha la febbre

Concordanza dei tempi dell’indicativo (1) ottobre 8, 2017

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Ecco lo schema della concordanza dei tempi dell’indicativo se la frase principale è al presente

Risultati immagini per concordanza dei tempi indicativo

Pronomi diretti (prima parte) marzo 26, 2017

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I pronomi diretti sostituiscono cose, persone o animali.

Rispondono alla domanda “chi, che cosa” e hanno la funzione di complemento oggetto (accusativo)

Ecco la tabella

mi me
ti te
lo lui
la lei
ci noi
vi voi
li/le loro

n.b i pronomi diretti si possono usare solo con i verbi transitivi (verbi che hanno un complemento oggetto)

Normalmente si usano i pronomi del primo tipo mi, ti…. (chiamati tecnicamente atoni). In un’altra occasione vedremo come e quando usare le altre forme

Come per i pronomi indiretti il pronome normalmente precede il verbo

COME SI USANO?

  1. Mi passi a prendere? Si ti passo a prendere alle settembre

Quando ci chiami? Vi chiamo dopo pranzo

Signora quando mi chiama? La chiamo più tardi professore (forma di cortesia)

Dove compri i libri di inglese? Li compro in una libreria del centro

 

 

La frase concessiva marzo 7, 2017

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La proposizione subordinata concessiva indica la circostanza nonostante la quale avviene il fatto espresso nella reggente.
Le frasi concessive possono essere esplicite o implicite

Le concessive esplicite possono essere introdotte dalle congiunzioni benché, nonostante, sebbene, malgrado seguite sempre dal congiuntivo  o anche se seguita sempre dall’indicativo

Benché piova dobbiamo andare a piedi
Sebbene non avesse finito l’università, era riuscito a trovare un buon lavoro
Nonostante fosse molto giovane parlava perfettamente tre lingue
Anche se piove dobbiamo andare a piedi

Le concessive implicite possono essere formate con il gerundio, il participio o l’infinito

Con il gerundio preceduto da pur
 Pur essendo molto giovane parlava perfettamente tre lingue

Con il participio passato preceduto da una congiunzione concessiva
Sebbene lavato il pavimento sembrava sempre sporco

Con l’infinito preceduto da per
Per essere molto giovane parlava perfettamente tre lingue

Il congiuntivo nelle frasi indipendenti gennaio 9, 2016

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ccccuntitled

Cari lettori del blog di Ciao Italia parliamo oggi del congiuntivo nelle frasi indipendenti, ovvero in frasi in cui il congiuntivo non dipende da un’altra frase.

Nelle frasi indipendenti  il congiuntivo può avere  valore:
1) DUBITATIVO 2) ESCLAMATIVO 3) DESIDERATIVO 4) ESORTATIVO

a) Il congiuntivo dubitativo
In una frase interrogativa diretta il congiuntivo introdotto dalla parola che può esprimere un dubbio
es. Che si siano persi? Se il dubbio riguarda il presente si usa il congiuntivo presente es. Che venga Paolo? se invece il dubbio riguarda il passato si usa il congiuntivo passato
es. Che abbiano sbagliato strada?

b) Il congiuntivo esclamativo
Il congiuntivo può esprimere un’esclamazione.
Abbiamo due possibili  usi  Nel primo il congiuntivo esclamativo è introdotto da che e può essere al congiuntivo presente se si riferisca a un fatto presente o passato se si riferisce  a un fatto passato
es. Che a  giugno faccia così caldo! Significa:  Incredibile che a giugno faccia così caldo!
es. Che a giugno abbia fatto così caldo! Significa: Incredibile che a giugno abbia fatto così caldo!

La   seconda  possibilità si usa con la seconda persona singolare e plurale del congiuntivo imperfetto o trapassato dei verbi sapere, vedere, sentire, seguiti da un’interrogativa indiretta e generalmente precedute dalla parola se
es. Se sapessi  quanto e bella Roma!
es. Se avessi visto quanto era bella la sposa!

c) Il congiuntivo desiderativo
Il congiuntivo desiderativo esprime un desiderio senza il verbo desiderare. Si usa spesso con le espressioni come magari, volesse il cielo, se, almeno.
I tempi che si usano sono il congiuntivo imperfetto (per esprimere un desiderio relativo al presente e al futuro che può realizzarsi o non realizzarsi)
es. Piovesse!  Magari piovesse! Almeno piovesse!
Il trapassato (per esprimere un desiderio al passato e non realizzato)
es. Fosse piovuto!
Con il verbo potere si può usare anche il congiuntivo presente
es. Possa tu vivere cent’anni!

d) Il congiuntivo esortativo Il congiuntivo esortativo si usa per rivolgere un ordine, un comando, un invito o un’esortazione
es. Che entrino
es. Stia zitto!

 

Il condizionale composto novembre 26, 2015

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bimbo che studia

IL CONDIZIONALE COMPOSTO
Il condizionale composto si forma:
Condizionale semplice di essere o avere + participio passato

Parlare Andare
io avrei parlato io sarei andato/a
tu avresti parlato tu saresti andato/a
lui lei avrebbe parlato lui/lei sarebbe andato/a
noi avremmo parlato noi saremmo andati/e
voi avreste parlato voi sareste andati/e
loro avrebbero parlato loro sarebbero andati/e

 

Vediamo  tre usi del condizionale composto:
1) Impossibilità nel passato. Il condizionale composto indica un’azione che non si è potuta realizzare nel passato

Es. Ieri sarei andata volentieri al ristorante ma faceva troppo freddo
Sarei rimasta volentieri ancora un po’ qui con voi!

2) Impossibilità nel presente e nel futuro. L’impossibilità di realizzare un’azione nel presente o nel futuro

Es. Domani sarei andata volentieri con Paolo e Francesca al cinema ma devo studiare
Oggi sarei rimasta volentieri a casa ma mi aspettano all’università

3) Futuro nel passato. Il condizionale composto esprime un’azione futura rispetto a un’altra azione passata

Es. Paolo aveva promesso che sarebbe venuto in tempo
Andrea ha detto che sarebbe passato da noi prima di partire

Pronomi e aggettivi possessivi luglio 25, 2015

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scuolito

Cari amici del blog di Ciao Italia parliamo oggi dei pronomi e degli aggettivi possessivi.
I possessivi si usano per  indicare a chi appartiene un cosa (chi possiede una cosa).

Es. Il nostro gatto si chiama Fuffi – nostro stabilisce che noi siamo i proprietari di Fuffi (Fuffi appartiene a noi)
Ecco lo schema dei possessivi

         PERSONA                          SINGOLARE                                PLURALE
       MASCHILE    FEMMINILE    MASCHILE      FEMMINILE
io mio mia miei mie
tu tuo tua tuoi tue
lui/lei suo sua suoi sue
noi nostro nostra nostri nostre
voi vostro vostra vostri vostre
loro loro loro loro loro

 

 

I possessivi possono essere pronomi e aggettivi.
– Sono pronomi quando ii nome non c’è e il pronome prende il posto del nome.
Es. Il vocabolario di francese è di Paolo, il mio è quello di russo (il mio significa il mio vocabolario)
– Sono aggettivi quando accompagnano il nome.
Es. la tua gatta, i nostri libri, il loro cane.

 

                                                            

  I POSSESSI VI E GLI ARTICOLI

        DAVANTI A            SI                    ESEMPIO
pronomi possessivi si deve sempre usare Andiamo con la tua macchina? Si andiamo con la mia

 

aggettivi possessivi              SI
con i nomi che non indicano la famiglia si deve sempre usare La mia casa, i vostri libri, le tue idee, i miei amici, i nostri bambini
           NO        
con i nomi che indicano la famiglia: padre, madre zio, zia, cugino, cugina, nonno, nonna… al singolare non si deve usare mia madre, tuo padre, suo nonno, vostra zia…
       SI
con i nomi che indicano la famiglia si deve sempre usare con un nome plurale i miei genitori, i tuoi figli, le vostre zie…
si deve sempre usare con “loro” sia al singolare che al plurale il loro figlio, la loro nonna, il loro zio, le loro zie, i loro figli, le loro sorelle
si deve sempre usare con un nome alterato la mia cuginetta, il mio zietto…
si deve sempre usare quando il nome è accompagnato da un aggettivo o da una specificazione il mio dolce fratellino, i miei cugini di Zurigo